Cento giorni che t’ho perso

Sono trascorsi cento giorni dalla nostra sconfitta a Cormano. E 100 giorni sono passati anche per chi ha vinto. Noi che abbiamo perso abbiamo più o meno compreso il perché e il percome. Loro, presumo, stanno cercando di amministrare. Cento giorni sono ancora pochi per giudicare i fatti. Soprattutto quando di fatti non se ne vedono.

Quello che vediamo per il momento è soltanto una pagina facebook “Giunta Magistro Informa” su cui pende un’interrogazione consigliare del Pd a cui non è stata data una risposta soddisfacente. Può una pagina non istituzionale portare il logo istituzionale del Comune? Per ora non lo sappiamo. Ma andiamo oltre.

La pagina facebook ricostruisce i primi 100 giorni di mandato, settore per settore. A voler essere comprensivi si scorge l’intenzione di sindaco, assessori e comunicatori, di farci avere un quadro completo della situazione in cui c’è un gran movimento a centrocampo per ripristinare e correggere il malfunzionamento delle cose che non vanno e che sono responsabilità, ovviamente, di chi c’era prima. Quindi gran lavoro di concentrazione per cambiar convenzioni su impianti sportivi, Bì, mense scolastiche e quanto si possa correggere a favore dell’interesse dei cormanesi.

Nel frattempo però, per esempio, i continui blackout che da tempo interessano al nostra cittadina restano una triste realtà nonostante pare sia pronto un piano d’intervento che però non parte. Ed anche se il sindaco si fa in quattro per essere ovunque a stringer mani, pezzi di territorio restano ancora senza luce.

Che dire poi della sicurezza. Sono passati cento giorni e di uno stabile turno serale della polizia locale neanche l’ombra mentre si moltiplicano episodi di vandalismo e la città risulta più sporca rispetto a qualche tempo fa. Si segnalano ancora, purtroppo, i nefasti episodi del taglio dei sacchi della spazzatura, che in campagna elettorale sono stati inquadrati dai vincitori come mali paragonabili al declino delle società occidentali.

Più sporcizia significa anche più topi in giro in alcune vie e piazze. Maledetti ratti, non hanno capito da soli che è cambiato l’andazzo a Cormano. Forse le parole non bastano più, bisognerebbe intervenire. Confesso la mia sbalorditiva ingenuità: mi aspettavo che chi per anni è andato predicando di avere le soluzioni in tasca per ogni male le tirasse fuori in tempi molto rapidi. Mi aspettavo che le soluzioni esistessero per davvero.

Però nel memorandum dei primi cento giorni abbiamo almeno una certezza. Ovvero il non aver certezza del futuro sulle questioni importanti. Questa giunta non ci dice dove vuole portare i cormanesi. Nel resoconto il sindaco scrive di avere chiesto un incontro con il sindaco di Milano per tutelare i cittadini da Area B.

Cioè, Milano intraprende una guerra alle polveri sottili, che ci stanno soffocando tutti, e invece di scendere in campo per condurre insieme l’epocale battaglia allo smog, il sindaco chiede un salvacondotto per i mezzi inquinanti dei cormanesi che devono raggiungere il capolinea della M3 in Comasina.

Si può rinunciare ad un’auto inquinante per andare alla fermata della metropolitana? Io credo si possa. Fossimo nel deserto certamente no. Ma avendo a disposizione mezzi del trasporto pubblico che, grazie alle precedenti amministrazioni, collegano bene tutto il territorio alla metropolitana e alla ferrovia, potrei dire certamente si.

L’evidente fastidio che questa giunta prova nei confronti della lotta all’inquinamento atmosferico si fa palesemente esplicito al nominar della metrotranvia. Dalla riqualificazione della metrotranvia Milano Limbiate passa l’unica possibilità reale di alleggerire notevolmente i volumi di traffico veicolare e abbattere gli inquinanti.

Nei primi cento giorni il sindaco scrive testualmente: “avviato con Città Metropolitana un processo di chiarimenti per ridiscutere la ripartizione economica del Lotto 2, da rivalutare in ottica favorevole ai cittadini cormanesi”.

Avete capito bene amici: “ridiscutere” il lotto 2. Il che significa allungare i tempi, rimettere in discussione il progetto, allontanarlo dall’esecutività quando è stato visto e rivisto per anni da tutti i comuni interessati. A questo punto è lecito domandarsi che ne sarà della metrotranvia.

Insomma i primi cento giorni son passati e per adesso leggiamo molti annunci e vediamo poco. Quello che abbiamo cercato di spiegare in aula, contestando la pochezza del programma elettorale del sindaco, è che ci vuole tempo per impostare un lavoro e ottenere risultati (che sono sempre minimi rispetto a quelli voluti) ma nel suo caso non si capisce quali risultati si vogliono ottenere. Dove va Cormano?

Leave a Reply