Cercasi tutela

E’ trascorso quasi un mese in cui l’emergenza è entrata nel vivo e il Comune di Cormano è stato investita dalle esigenze del caso, molto più grandi di lui. Il PD, di cui sono capogruppo, ha lasciato che la giunta facesse il suo lavoro, gestisse le evenienze senza criticarne le mosse.
Si è messo a disposizione raccogliendo adesioni dei volontari per il “telefono amico” e ha raccolto fondi per le case di riposo. Ha fatto la sua parte evitando le polemiche ed evitando di evidenziare pubblicamente alcune lacune, che comunque ci sono state e ci sono. Lo ha fatto perché in queste settimane difficili ce n’era bisogno e perché il PD è un partito di governo, con un’impostazione istituzionale.
Nel frattempo però le attività del consiglio comunale sono state praticamente sospese. Ci siamo attenuti da un mese a questa parte alle uniche informazioni del Sindaco sulle pagine facebook a sua disposizione. Non c’è stata mai chiesta un’idea, una proposta. Abbiamo avanzato l’ipotesi di cancellare i tributi locali per il 2020 per piccole imprese e commercio ed è caduta nel vuoto. Sostituita dalla decisione, comunicata con un video, di rimandare le scadenze, senza un confronto con le opposizioni né con le categorie coinvolte.
Tra poco ci verrà consegnato un documento con il bilancio di previsione già fatto e da approvare. In un periodo come questo, di emergenza, sarebbe stato doveroso condividere le necessità della comunità per l’immediato futuro e consentire alle opposizioni di dare una mano con idee e proposte. E invece purtroppo per il momento non è accaduto nulla di tutto questo.
La Giunta del cosiddetto cambiamento si è chiusa nelle sue stanze per deliberare, lasciando al Sindaco l’onere o l’onore di mettere la faccia su facebook ogni sera per aggiornare la cittadinanza. Tutto qui. Un po’ poco per chi, fino ad anno fa, predicava trasparenza e partecipazione.
Non credo possano essere derubricate a lamentele da pianerottolo i ragionamenti critici su alcune modalità di comunicazione sui numeri del virus da parte delle autorità cittadine, in ritardo, incompleti, pubblicati su diversi profili in tempi differenti. Ma questa è poca cosa. Il vero problema è che non abbiamo mai udito dal sindaco chiedere, anche timidamente alle autorità regionali, l’utilizzo dei tamponi per i casi sospetti e di quarantena (magari lo ha fatto ma non lo ha reso pubblico). Non si è mai parlato delle criticità sulle condizioni delle Rsa sul territorio. L’Amministrazione non mi sembra stia chiedendo di censire in modo capillare i casi sospetti. E questo a mio parere è grave da parte di chi è chiamato a gestire la situazione.
Ho l’impressione di assistere ad un’informazione puntuale nel celebrare, edulcorare, magnificare la solidarietà (cosa utile ci mancherebbe) ma assente su tutto il resto, e non per cattiva fede ma per incompetenza manifesta.
Davanti a queste increspature, sommate al blackout del consiglio comunale, delle sue commissioni, dei meccanismi di partecipazione pubblica, avvenuti in questo mese di crisi, sembra evidente che qualcosa non funzioni dalle parti del Comune. Non è facile gestire l’emergenza e per questo la mia è una proposta che non vuole produrre scie tossiche. Al Sindaco chiedo di riattivare la politica, con le sue riunioni e commissioni (si possono fare le cosiddette call). La democrazia insomma. E di fare il suo dovere fino in fondo per garantire il più possibile le tutele ai propri cittadini.

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