Cormano, dichiarazione d’amore

Cosa ci troverò mai in questo reticolo di strade trafficate senza bellezza apparente e senza un senso urbanistico degno almeno di Cusano Milanino? Me lo chiedo da molto tempo. Da ragazzo da qui volevo scappare e mi immaginavo chissà dove ma intanto, mentre sognavo, restavo inchiodato a Cormano. E facevo, insieme ad altri coetanei, cose. Molte feste, molta aggregazione, molta biblioteca, un pochetto di politica, eccetera eccetera. Senza far mancare quel tot di retorica da riscatto di periferia che ci può stare.

Allora la mia fidanzata disse: “Di qui non te ne andrai mai. Anzi”. E così è stato. Ma perché?
Non c’è nulla di apparentemente bello qui. Eppure, istintivamente, qualche anno fa ebbi l’ardire di guardare negli occhi l’allora sindaco Roberto Cornelli (molto apprezzato con il suo 67% che resta il record) e dirgli con franca spudoratezza: “Nemmeno tu, che sei il primo cittadino, ami questo posto come me”. Alzò le spalle e sorrise, consapevole del fatto che avessi ragione io.

Non c’è nulla che mi farà mai dire apertamente: com’è bella Cormano. Cormano è oggettivamente bruttina. Case, palazzi, prati e capannoni, tangenziali e rumore sono un impasto indecifrabile accatastato negli anni e senza strategia. Questo è ciò che si vede.

Poi c’è’ l’anima. Tutto un altro campo da gioco, dove mi trovo a mio agio. Un’anima contadina e operaia, paesana e migrante. Cormano è la somma di quattro borghi ritagliati nella campagna, ingrossati dalle fabbriche che sono cresciute attorno e vissuti, direi sudati, da molteplici provenienze geografiche. Ci sono le chiese e le cooperative. Tutto è stato fatto per garantire casa e lavoro. La dignità reale, mica palle. Tutto il resto, ovvero le belle strade, le belle case, le belle cose furono semplicemente catalogate come sovrastruttura.

L’anima ruvida, concreta e semplice dei partiti e dei movimenti dei lavoratori ha messo d’accordo le generazioni che ci hanno preceduto. E quelle garanzie minime di dignità sono state i pilastri nelle vite di tutti noi, oltre che straordinarie piattaforme di lancio per le nostre opportunità. La casa, il lavoro, poi gli asili, le scuole, gli impianti sportivi, i centri anziani e quelli aggregativi.

Tutte conquiste delle amministrazioni del centrosinistra in 74 anni di storia. Luoghi e servizi pensati per tutti, indistintamente, gratuiti e liberi. Ci sono ancora, anche grazie alla tenacia di persone come l’attuale sindaco Tatiana Cocca, che domenica si rigioca l’elezione (e va rivotata) e che le ha conservate, rilanciate, difese. Con la fatica che fanno le persone giuste nel mondo di oggi, dove nulla è più scontato. Nemmeno l’antifascismo. Figuriamoci la nostra piccola tradizione cormanese. Tradizione bella per davvero.

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