Habemus assemblea. Ma solo quella

Il Sindaco che non viene dalla politica ha capito subito come funziona la politica. E così incontra i cittadini nella sua prima assemblea pubblica per “cercare di risolvere” il problema del super-traffico che intasa la parte nord-ovest della città. Una giacca leggermente abbondante con una camicia ordinata ma non elegante gli conferiscono l’aria del vicino di casa chiamato dalle circostanze a farsi carico dei problemi del condominio. Ha l’aria di chi ne avrebbe fatto volentieri a meno ma ora che c’è, armato di popolarissimo buonsenso, si impegnerà al massimo per sanare le inadempienze di quelli che c’erano prima.

Sintetico, pratico, affabile e partecipativo sembra non dispiacere affatto alla platea dei cittadini del quartiere di nord-ovest. Non si dice mai apertamente ma la solfa pare essere la seguente: dopo anni di indifferenza e supponenza delle giunte che lo hanno preceduto e che hanno trascurato la periferia nord-ovest, finalmente c’è lui (con accanto il vicesindaco silenzioso come una sagoma di bell’aspetto) che ascolta, prende nota, sorride, non perde mai la pazienza. E addirittura racconta di aver preso l’auto e di essersi immerso nel traffico per provare le stesse sensazioni della gente comune che sta nel traffico tutti i giorni.

Mostra delle slide proiettate sul telone, propone subito una soluzione di viabilità che viene sotterrata dai fischi sul nascere. Quindi racconta della riqualificazione del tram per Limbiate che nel 2024 sistemerà finalmente la malconcia via dei Giovi. Rivendica di aver risparmiato 175 mila euro rispetto al progetto vidimato dalla giunta precedente. E dedica alla sua vittoria personale una slide, che c’azzecca poco con il tema della serata, ma la politica ha le sue regole e il Sindaco civico dimostra di averle imparate molto bene.

Ma anche lì il pubblico si dimostra impaziente e poco interessato al tram. Molti chiedono piuttosto di “ritarare” quel semaforo sui binari che crea lunghe attese e code. Ma qui il sindaco affabile richiama al senso della realtà ribadendo quello che diventerà, ci posso giurare, un refrain dei prossimi anni: “Non si può fare”.

Incalzato dalle numerose rimostranze del pubblico su viabilità e traffico, lui risponde alzando le spalle e col sorriso: “Non c’ero io prima”… “Ero contrario a quella scelta”.. “Ci siamo trovati queste condizioni”. A tratti dà l’impressione di aver recuperato addirittura l’innocenza dell’infanzia. E’ abile nel farsi interpretare come un gregario, un portatore d’acqua, attento al territorio. Un portavoce che si batte sui tavoli intercomunali, davanti ai potenti, ai professionisti della politica.

Poi svela quello che nelle intenzioni è il suo colpo di teatro: avere ottenuto la riapertura di una strada che parte da Bollate ed è fondamentale per il ripristino di condizioni accettabili per la viabilità e la salute dei cittadini. Una vittoria indiscutibile della perseveranza, del buonsenso e dell’audacia.

All’inizio il pubblico annuisce, credendo che quella sia la svolta che azzererà in poco tempo l’odiato traffico. Ma poi quando le domande si fanno più puntuali, a fine serata, si scopre che la strada in questione (a rivelarlo non è il Sindaco ma un tecnico del Comune), non è deliberata, non è progettata, non ha nemmeno una fonte di finanziamento. In altre parole senza questi elementi le parole del Sindaco restano promesse elettorali o poco più.

Qualcuno intuisce che la serata, iniziata sotto i migliori auspici,  è ora avvolta da una cortina di fumo. C’è un timido applauso quando il Sindaco saluta tutti e li congeda. Si apprezzano le intenzioni ma l’impressione è che la gente stia tornando a casa più confusa di prima. Il traffico nella zona nord-ovest della città è destinato a durare nel tempo, di soluzioni non ce ne sono e non è dato sapere se ce ne saranno. Però l’assemblea è stata fatta e fa risultato più di aver risolto il problema. Per ora.

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