Il Natale ai tempi delle destre

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La casa di un privato cittadino di Cormano, quella che tutti abbiamo intravisto almeno una volta, piena di luminarie, piena piena di luminarie, (non saprei ma credo andrebbe certificata dai vigili del fuoco per la quantità incredibile di luci posizionate ovunque) è diventata il simbolo del Natale della giunta di centrodestra.

Attrazione mirabolante, calamita per curiosi, interrogativo vivente che sottopone chiunque alla domanda “ma perché?”, la casa privata di via Masaccio è l’epicentro natalizio del nostro comune. Piace? Incuriosisce? Fa notizia? Tutto vero e quindi la giunta del cambiamento, lesta nel muoversi tra le ovvietà del presente e del gusto popolare, la promuove a quartier generale delle poche, pochissime attività natalizie. Perché dove c’è interesse ci si infila.

Se la casa delle luci attrae decine di visitatori ogni anno allora è il caso di “farla propria”. E di mettersi nella foto ricordo. Sindaco e presidente del consiglio comunale, immancabili, inseparabili, insostituibili, hanno deciso anche di istituire un premio alle migliori luminarie di Cormano e di costituire una giuria, il cui presidente non può che essere il proprietario delle luminarie di via Masaccio. Uno scatto automatico e decisamente di buon senso.

Come tutto quello che viene proposto e cucinato dalla parti del comune ai tempi della destra. Quel buon senso talmente ovvio e scontato che viene quasi da sperare in un gesto inconsulto da parte di qualcuno del palazzo. E invece avviene ciò che ti aspetti: la casa delle luminarie funziona e allora diventa la casa del Natale. E quel poco che si può fare per allietare la cittadinanza in questo duro periodo di covid viene lì trasferito (qualche visita di bimbi e il suddetto concorso), con buona pace del Bì, il luogo dell’infanzia per eccellenza e della cultura (concetto alieno e accessorio molto noioso e poco popolare per il luogo comune) che nelle festività dovrebbe trovare una rinascita. E invece viene abbandonato.

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