La biblioteca di Paolo

Quando ho messo piede per la prima volta in biblioteca ero un bambino. La biblioteca era una stanzone pieno di libri sulla via principale del paese. C’era un ufficio sul retro, dove lavorava Paolo, un ragazzo decisamente determinato a fare il bibliotecario nonostante la sua biblioteca fosse piccolissima.
Da noi bambini, che affollavamo lo stanzone obbligati dalla scuola per le ricerche collettive, pretendeva, con una certa cazzimma, il silenzio assoluto. Poi nel 1994 la biblioteca venne finalmente trasferita nella parte della scuola media, dove si trova tutt’ora. Paolo era sempre lì, io anche perché studiavo per gli esami universitari standomene rintanato in una delle salette al piano di sopra.
Nel frattempo aveva riempito gli scaffali di centinaia di volumi, aveva innovato i sistemi informatici ancor prima dell’avvento massivo di internet e costruito una delle biblioteche più fornite per gli studi storici sul movimento operaio. Paolo insieme a Zefferina e Adriana sono stati i pazienti custodi dei libri di Cormano per tanti anni.
E come sono cresciuti i volumi, grazie alla loro determinazione politica (nel senso assoluto e nobile del termine) sono cresciuti anche i lettori. Più lettori significava più gente consapevole in giro. Più civiltà, più riflessione, più bellezza. Poi sono arrivati i gruppi di lettura, le presentazioni di libri, i corsi e tante belle attività collaterali. Tutto gratuito, sempre. Non so quantificare al momento il numero di persone che attraversano la biblioteca ogni anno.
Ma adesso che c’è anche quella dedicata all’infanzia, (in un comune piccolo come Cormano due biblioteche civiche sono proprio una bella anomalia) credo siano davvero tanti i lettori. Non c’è più Paolo purtroppo, ma quella passione dimora ancora nei cuori dei nuovi bibliotecari e dei loro dirigenti.
Quelli che ancora si sorprendono perché chiedo di riaprire le biblioteche il più presto possibile nel rispetto di norme e precauzioni, forse non hanno mai messo piede in biblioteca. Non è un problema, c’è sempre tempo per iniziare a frequentarla. E’ uno dei piaceri più belli del mondo.

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