La dittatura

Il sindaco dice che è uno sfottò. L’aver descritto come una dittatura gli anni precedenti di Cormano sarebbe una presa in giro. Una parola buttata lì come molte altre e quindi da prendere alla leggera. Da passarci sopra. Per convincerci delle sue ragioni ci fa notare che nel post incriminato ci ha ficcato un faccino sorridente. E quindi si ride ragazzi, si scherza.

Non credo che il sindaco non conosca l’italiano e la pesantezza della parola che ha utilizzato. E’ un giornalista professionista e le parole sono il suo mestiere. Non ci inganna quindi chi dice che in fondo una svista può succedere a tutti. No, non ci caschiamo.

Lui ha inteso scrivere ciò che ha scritto e quella faccetta sorridente nasconde un rancore profondo che lo ha animato per tanti anni. Un rancore politico, intendiamoci, niente di personale. E’ lo stesso rancore, o rabbia, che appartiene a molti cittadini. Quelli che vedono le istituzioni con sospetto, i partiti come rifugio per nullafacenti parolai, le culture politiche come un retaggio del passato.

E così una tradizione amministrativa lunga decenni che ha prodotto buone politiche sociali, asili nido per tutti, costruito scuole, ambulatori, impianti sportivi, scuole professionali, case a canone moderato, decine di associazioni e occasioni culturali diventa una dittatura. Da cui il sindaco ci ha finalmente liberati. Proprio come Salvini diceva di voler fare in Emilia Romagna. Ecco perché c’è un’analogia tra il sindaco e la Lega, tra il sindaco che si dice civico e la destra italiana.

Sono sempre più convinto che al sindaco non sia sfuggita quella terribile parola ma l’abbia pronunciata di proposito perché sa, come molti altri suoi colleghi sovranisti, che oggi bisogna picchiare duro sulla vecchia politica, sugli avversari ed anche sulle istituzioni che si rappresentano.

Solo così si rimane connessi alla maggioranza arrabbiata dei cittadini che ha smarrito la fiducia verso la politica. Sa che, anche se fa il sindaco e dovrebbe lavorare evitando le offese, deve tenere accesa la fiamma della demagogia. E se poi non risolve i problemi chissenefrega, resta sempre in dotazione l’arma dello sfottò.

Leave a Reply