L’accerchiamento

A Sesto San Giovanni, medaglia d’oro della Resistenza, c’è Casapound che sfregia la città con un raduno che intende organizzare in un centro civico comunale. Con il sindaco di destra che non sembra per nulla contrario e che rimanda la decisione alla Questura, alla faccia delle centinaia di operai deportati in Germania dai nazisti tra il 1943 e il 1945.

Non vale, credetemi, non vale un beneamato cazzo, dire che sono passati troppi anni e che è ora di andare avanti. E’ esattamente questo il modo migliore per tornare indietro. L’essenza stessa di Sesto contemporanea si fonda sulla ribellione operaia al nazi-fascismo e non c’è famiglia che non ricordi un congiunto lontano incappato nella ferocia di quegli anni.

Il sindaco lo dovrebbe sapere. Anche se malauguratamente la maggioranza relativa dei sestesi lo ha votato, non significa che possa fare della delega ricevuta quello che gli va, maltrattando una memoria condivisa.

Lo stesso sindaco ha festeggiato il record di 300 espulsioni per lo più di poveri e mendicanti dalle mura cittadine, distorcendo a suon di interpretazioni discutibili il dispositivo (per me comunque sbagliato) di daspo urbano. E siccome il peso della cosa pubblica nella ex Stalingrado è considerato eccessivo perché socialista, si comincia a neutralizzarlo pensando a una bella privatizzazione degli asili nido, magari in senso confessionale, contro la quale i genitori rispondono con una petizione di 2.700 firme. Certo la città è piena zeppa di telecamere per la sicurezza. E questo coi tempi che corrono è come un tranquillante.

A Cinisello non va meglio. Il sindaco leghista, specialista in sopralluoghi militarizzati, ha appena fatto sapere che le unioni civili sono cose da perdere tempo di fronte all’allarme sicurezza (che sapientemente mantiene sempre rosso) nella famigerata Cinisello, manco fossimo a Scampia.

E non le celebrerà mai. Per una questione di obiezione di coscienza; e come non negargli questo sacrosanto diritto? A farlo manderà i suoi assessori. Lui, sebbene molto giovane, non ne vuole sapere di maritare uomini con uomini o donne con donne, dimostrando un piglio conservatore degno del peggior Borghezio. Si muove, è bene saperlo, nel più completo disprezzo istituzionale di un diritto acquisito e sancito dalla legge, da cui lui, come sindaco, dovrebbe dipendere.

Ma non manca nemmeno quella voglia di far saltare per aria le cose che funzionano, non per il gusto di censurare (questi leghisti sono talmente vuoti di cultura politica che si muovono a scatti) ma per la voglia di litigare, di sbattere la porta in faccia, di fare incazzare le persone ragionevoli per vedere l’effetto che fa. Una voglia matta che regala ai sovranisti una goduria persino maggiore delle vittorie. Così viene praticamente chiuso il pericolosissimo e sedizioso gruppo di lettura della biblioteca Pertini. Ah i libri, questi sconosciuti!!!

Basterebbero gli episodi descritti (sono certo che ce ne saranno innumerevoli altri) per indurre tutti noi ad una riflessione neanche tanto profonda. Cormano, altro paesone del Nord Milano, è l’unico insieme con Cusano Milanino, a resistere per il momento all’ondata sovranista. Il prossimo anno si vota anche da noi. Cosa vogliamo fare? Riusciamo, amici e compagni delle varie sfumature della sinistra e del centrosinistra, a trovare l’unità per evitare che queste sventure accadano anche da noi?

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