“Loro almeno ci ascoltano”

“Davvero, non ti offendere”.
“Non mi offendo”.
Ma lei insiste perché ha un carattere insistente e vuole davvero sincerarsi che io non ci resti male. Perché dopo tanti anni mia cugina questa volta non voterà il PD. E me lo dice come se io ne fossi ancora un dirigente, come qualche anno fa, quando la vita di partito entrava nella mia vita reale fino a confonderla.
“Non ti preoccupare non mi offendo”.
“D’altra parte – continua lei – ci avete abbandonato”.

Anche se non sento di aver abbandonato nessuno, capisco a cosa si riferisce.
Lei è una maestra elementare, di quelle non laureate a cui avevano dato il ‘ruolo’ e poi, dopo una sentenza di uno dei tanti tribunali italiani, glielo hanno anche tolto. Era in rotta con il governo, come molti altri colleghi, già dalla “buona scuola” ma ora è davvero incazzata. Basta sentire la sua voce al telefono per farmi tastare dal vivo quel rancore di cui tanto si parla e che la sinistra sembra non riuscire a vedere, a tradurre e a trasformare in progetto. Quello di persone come tante che vivono del solo lavoro onesto e vorrebbero solo continuare a farlo.

Ora mia cugina (sono sicuramente empatico con lei per ragioni di affetto) rischia di non insegnare mai più perché non avrebbe i requisiti, ovvero la laurea. Come lei altri decine di migliaia di insegnanti. Forse è giusto nel 2018 avere una laurea per insegnare, ma cancellare i maestri che lavorano da tempo è ingiusto.

Lei è una maestra capace e apprezzata con all’attivo vent’anni di onorato servizio, con una passione vera che costa sacrifici, come girovagare da supplente di scuola in scuola, rispondere repentinamente a chiamate dell’ultimo minuto e colmare larghe distanze in auto, a sue spese, senza mai lamentarsi. Ogni anno lascia una classe ed è come chiudere un libro di affetti e ricompense fatte di bambini e famiglie a cui hai lasciato qualcosa in più.

Tra cortei, proteste e sit-in si batte per il suo lavoro e spera che qualcuno al governo non si giri dall’altra parte e non butti via un’altra professionalità.
“Non ti offendere ma forse voterò i 5 stelle”.
“No dai…quelli no. Vi promettono tutto e poi non manterranno. Sono cose già viste”.
“Forse hai ragione tu ma almeno loro ci ascoltano”.

Ed eccola, concreta, la dimostrazione del fatto che ci sono settori della società che hanno divorziato con il PD. Se quelli come mia cugina si sentono abbandonati dal centrosinistra, a cosa serve il centrosinistra?

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