#nonsipuòfare

Alla prima occasione utile la nuova giunta comunale di Cormano pronuncia la fatidica frase: “Non si può fare”. Accade nello scorso consiglio comunale quando un cittadino inaugura il cosiddetto question time in aula. Ovvero la possibilità di proporre direttamente una domanda o proposta al sindaco e alla giunta ed avere immediata risposta.

Il cittadino chiede di spostare una fermata del bus in concomitanza con la corrispondenza di una fermata del tram, per ragioni di comodità. Una proposta logica e apparentemente semplice. A rispondere è il vicesindaco, che gestisce quasi tutte le deleghe del territorio e che spiega con gentilezza che in pratica “non si può fare”.

Intendiamoci, ha ragione il vicesindaco. Quella proposta apparentemente di buon senso e comoda per i viaggiatori non trova la possibilità di essere realizzata rispettando i vincoli di sicurezza, almeno non in quel mondo che si chiama realtà. Il vicesindaco è chiaro e con piglio da buon amministratore spiega i fatti, convincendo anche me che assisto dai banchi dell’opposizione.

E’ incredibile come le stesse persone che fino a tre mesi fa promettevano mari e monti ai cormanesi, adesso siano diventati più realisti del re, maturi amministratori che si accorgono, come risvegliati da un incantesimo, che esistono regole da osservare, vincoli, parametri, etc etc. Si sono accorti magicamente che amministrare una città è piuttosto complicato e che assecondare le richieste dei cittadini è quasi sempre impresa ardua. Lo si può fare ma solo, se si vuole, in campagna elettorale, quando poi si è all’opposizione è ancora più facile.

Come ho detto più volte io, da consigliere di opposizione, mi asterrò dal chiedere agli amministratori l’impossibile. Mi limiterò a chiedere quello che si può fare. Anche se loro, negli scorsi anni hanno fatto ripetutamente l’opposto, attaccando a testa bassa l’Amministrazione senza mai comprendere fino in fondo le difficoltà di gestire bilanci squassati dai tagli lineari che dal 2008 hanno investito tutti gli enti locali.

Ieri sera, ad esempio, c’è stato un grande blackout che ha riguardato alcune parti della nostra cittadina. La nostra rete di illuminazione è vetusta e fragile. Non perché chi c’era prima se n’é fregato ma perché era impossibile, con le risorse in cassa, garantire un completo restyiling dell’illuminazione.

Adesso stiamo a vedere cosa si inventano i nuovi amministratori per non farci stare più al buio. Spero riescano a garantirci la luce anche se nessuno ha la bacchetta magica. Hanno dalla loro parte il fatto di poter accusare quelli che c’erano prima di inefficienza.

Ma si ricordino che le aspettative dei cittadini sono molto alte: scuole, asili, strade, marciapiedi, luci, pulizie, zanzare, topi, erbacce, ladri, traffico, smog, anziani soli, persone senza lavoro e senza casa, bullismi e tanto altro ancora sono problemi da affrontare con pochi soldi e, se posso permettermi, con idee non proprio chiarissime (almeno per ora), sul come reperire le risorse necessarie.

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