Nulla è perduto

Sono uscito dal PD nel maggio scorso e sono rimasto senza partito, senza appartenenza. Militavo da quando ho la maggiore età ed ora sono solo. Il non essere più il vicesindaco ha facilitato la scelta. Ma ho continuato a seguire il PD e a soffrirne per le disavventure. A sentirmi lontano e vicino allo stesso tempo.

Dopo la mazzata elettorale di domenica non mi sono concentrato su Renzi e sui trombati del parlamento (loro non mi interessano più), ma sulle facce delle persone che conosco. La prima cosa sono le facce delle persone, la loro delusione. E’ quella che mi interessa, su cui mi concentro. Le facce deluse delle persone che in questi mesi, durante la fredda campagna elettorale, mi hanno più volte chiesto di tornare a dare una mano, di non rompere i legami. Sono le persone del quartiere, della sezione sotto casa, del gazebo al mercato.

C’è il giovane segretario che cerca di dare la carica con passione, i consiglieri comunali che provano a migliorare la città, una manciata di pensionati che mi parlano ancora come se fossi un tesserato del partito e mi fanno sentire ancora una volta a casa. C’è la sindaca alle prese con i problemi concreti della gente. E poi ci sono quelli che incontro per strada, disorientati ma aggrappati al vincolo ideale e ormai incerto che ci lega: la sinistra.

Tutti appesantiti dall’esito elettorale, tristi per la marginalità della nostra periferia politica, dei nostri tanti pensieri. Sarebbe bello poter tornare indietro, quando la sezione funzionava, c’era gente e riuscivamo anche a fare le feste de l’Unità. Non sono trascorsi più di cinque anni, non un’eternità. Ma è avanti che bisogna andare. Adesso bisogna andare avanti e ricostruire tutto, ripartendo dai nostri limiti per rivedere l’agenda politica.

Ripartire dal mio quartiere, dai nostri quartieri e moltiplicare la fiducia nelle persone che si impegnano e che possono tornare ad essere contagiose. Perché non c’è altra soluzione che ripartire da qui e moltiplicare lo sforzo per i villaggi, le comunità, le città italiane.

Tutta la gente che conosco esiste ancora, non ha cambiato idea su come dovrebbe essere il Paese, ma è solo in stand by e va riattivata. Attende una nuova guida che sia adeguata, credibile e pronta all’ascolto. Perché noi ci siamo.

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